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Domenico Cordì è il vincitore della prima borsa di studio internazionale per un giovane artista calabrese promossa dal MARCA e dalla Dena Foundation.
La borsa di studio consente l’accesso alla International Artists Residency previsto per un periodo di tre settimane, nel mese di luglio, all’Omi International Arts Center nello stato di New York. Una commissione di esperti italiani e internazionali ha scelto il progetto presentato da Cordì in quanto, come recita la motivazione del riconoscimento, “l’artista ha saputo proporre una struttura installativa originale e coerente dove la memoria del territorio è stata rivitalizzata rendendola occasione per confrontarsi con la complessità dell’essere. Le 2 mila maschere in resina con fibra di vetro custodite all’interno della madia colma d’acqua rappresentano, con ironia, la complessità, classificata attraverso una serie di procedimenti primari che svelano e nello stesso tempo occultano l’io”.
La madia è lo strumento che veniva utilizzato per lavorare il pane e la carne di maiale. Ora questo antico manufatto è diventato lo spunto per un’installazione di 12 metri che verrà realizzata dall’artista durante il soggiorno americano.



Domenico Cordì
Madia, 2011
dimensioni ambiente
Progetto vincitore della borsa di studio internazionale promossa dal MARCA e dalla Dena Foundation



L’annuncio del vincitore è stato dato martedì 24 maggio durante una serata al MARCA dal titolo Nuove prospettive internazionali per la giovane arte in Calabria a cui hanno partecipato Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro, Giuliana Setari Carusi, Presidente della Dena Foundation for Contemporay Art, Maurizio Rubino, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA.
Insieme a Cordì sono stati selezionati Santo Alessandro Badolato e Roberta Mandoliti che hanno presentato due progetti di notevole interesse connessi con la componente sociale dell’arte. Badolato ha ipotizzato una coperta per senzatetto con l’utilizzo di giornali e di testimonianze del luogo in quanto, come lui sostiene, “ogni opera è un archivio che raccoglie un momento della nostra storia”. Roberta Mandoliti, invece, ha elaborato un ironico ambiente di scatole architettoniche mobili destinato a sviluppare la creatività degli adulti-bambini. “L’installazione non ha limiti di forma e posizione”, afferma. “Le forme si costruiscono e si decostruiscono in quanto l’arte stessa è un gioco.”

“Con questa iniziativa”, ha affermato Wanda Ferro, “l’arte giovane calabrese trova nuovi sbocchi e nuove prospettive internazionali evidenziando il suo forte potenziale creativo, troppo spesso sconosciuto”.
E’ stata la Dena Foundation, che fin dal 2001 destina una borsa di studio ad un giovane artista proveniente dall’Italia centro-meridionale, a proporre il sostegno alle nuove espressioni artistiche calabresi, indirizzando a questa regione l’importante riconoscimento.
Quest’anno il focus del progetto si è concentrato su Catanzaro, la città che attraverso il MARCA, Intersezioni e il Parco Internazionale della Scultura ha dato in Calabria il maggior impulso alla divulgazione e alla conoscenza dell’arte contemporanea attraverso una serie d’iniziative di carattere internazionale che hanno avuto un forte impatto sul territorio.
Tutto ciò appare tangibile e Giuliana Setari Carusi ha rivelato l’ottimo livello qualitativo delle proposte nell’ambito delle esperienze più giovani. Anche Alberto Fiz ha sottolineato come “l’alternativa possa giungere da un sistema decentralizzato e innovativo come quello espresso da Catanzaro dove per il MARCA la promozione dell’arte giovane rappresenta un obiettivo di fondamentale importanza.”
Dalla collaborazione tra la Dena Foundation, il comitato scientifico internazionale del centro americano, il MARCA e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, si è giunti alla selezione di tre artisti impegnati nell’ambito delle installazioni e dei progetti site-specific in base alle linee programmatiche scelte per la borsa di studio 2011.
Da dieci anni l’attività della Dena Foundation è quella di promuovere e favorire l’attività dei giovani artisti italiani all’estero con un programma di valorizzazione che sopperisce la mancanza di un sostegno istituzionale.
La convenzione tra la Dena Foundation e l’Omi International Arts Center è nata nel 2001 e il decennio di collaborazione sarà festeggiato in autunno a Roma e a Parigi con una mostra che riunirà i giovani che tra il 2001 e il 2010 hanno partecipato alle residenze con la borsa di studio della Dena Foundation, in particolare Nicoletta Agostini, Stanislao Di Giugno, Matteo Fato, Francesco Jodice, Domenico Mangano, Luana Perilli, Corrado Sassi, Marinella Senatore, Donatella Spaziani, tutti artisti che hanno oggi un ruolo consolidato. A questi si aggiunge Domenico Cordì.
L’Omi International Arts Center, sede della International Artists Residency, si trova nella Hudson River Valley, all’interno dello stato di New York. Qui, ogni anno, durante il mese di luglio, si riunisce un gruppo di circa trenta artisti provenienti da vari paesi del mondo, selezionati fra migliaia di candidati. Sotto la guida di un curatore internazionale di grande prestigio, gli artisti condividono e scambiano idee, mettono a confronto le proprie esperienze, approfondiscono la conoscenza della scena artistica degli altri paesi, incontrano critici, curatori e galleristi di New York e soprattutto elaborano un nuovo progetto che nella fase di selezione è stato approvato dalla commissione internazionale.
Il critico in residence quest’anno é Sara Reisman, direttrice del Dipartimento della Cultura della città di New York, responsabile per la committenza di opere d’arte permanenti nello spazio pubblico. Come curatore ha organizzato mostre per il Philadelphia Institute of Contemporary Art, Queens Museum of Arts, The Cooper Union School of Art, Smack Mellon.
La residenza ha la sua fase di presentazione ufficiale nell’Open Day Weekend, durante il quale si danno appuntamento all’Omi International Arts Center alcune delle più note personalità della scena artistica newyorkese che visitano gli studi degli artisti e visionano le opere prodotte durante il loro soggiorno.

Dena Foundation

Registrata nello Stato di New York nel 2001 come organizzazione non-profit, la Dena Foundation for Contemporary Art è retta da un Board of Trustees composto da Giuliana Setari Carusi, presidente, Nicola Setari, trustee e segretario generale, Josée Reboul, trustee e tesoriere, Antoine de Galbert, Pierluigi Lanza, Cynthia Milani Sanders, Dora Stiefelmeier, trustees.
La missione della Dena Foundation è promuovere la diffusione delle arti visive contemporanee, sostenendo giovani artisti a livello internazionale e in una prospettiva di scambio. Con l’intento di rafforzare i legami e le interazioni tra la cultura italiana e quella di altri paesi, le sue iniziative coinvolgono, in primo luogo, artisti emergenti che vivono in Italia, promuovendone e favorendone la mobilità. Attraverso programmi di residenza, incontri, seminari e tavole rotonde, la fondazione contribuisce a creare una reale sinergia tra artisti, critici, direttori di programmi di ricerca e professionisti del mondo dell'arte. La fondazione ha istituito inoltre un premio internazionale, il Dena Foundation Art Award, destinato a giovani artisti che hanno realizzato un’opera a forte rilevanza sociale nello spazio pubblico. La fondazione contribuisce infine alla produzione e alla pubblicazione di opere di artisti.
La fondazione definisce gli obiettivi e i progetti da intraprendere consultandosi con il comitato scientifico, composto da Carolyn Christov Bakargiev, direttrice Documenta 13, Kassel, 2012, Helmut Friedel, direttore della Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, Hans Ulrich Obrist, co-direttore delle esposizioni e dei programmi e direttore dei progetti internazionali della Serpentine Gallery di Londra, Roberto Pinto, storico dell'arte e curatore indipendente, Dora Stiefelmeier, direttrice di Zerynthia associazione per l’arte contemporanea e di RAM - radioartemobile.


Gli artisti selezionati per la borsa di studio 2011

Santo Alessandro Badolato è nato a Catanzaro nel 1985. Diplomato e specializzato in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro.
Nel 2009 è stato tra i finalista del Premio Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Ha realizzato un progetto di committenza pubblica all’interno della cappella dell’ospedale civile “Pugliese” di Catanzaro. Dal 2008 al 2010 ha collaborato come scultore e scenografo per il Comune di Catanzaro.
La sua ricerca è incentrata sul rapporto uomo/macchina. Partendo da riflessioni sul mondo del consumismo e dell'era globalizzata, Badolato sperimenta “macchine” che dialogano con il suo stesso inventore. Come un demiurgo, l'artista plasma gli oggetti che, una volta assemblati, assumono altre funzioni e altre potenzialità. Le macchine e gli oggetti così creati non sono in contrapposizione con l’uomo ma piuttosto appaiono un ausilio per sopperire ai bisogni e realizzare i sogni.

Domenico Cordì è nato a Catanzaro nel 1979. Nel 2008 ha conseguito la laurea di primo livello in Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive tra cui nel 2011 SEISUD, un’esposizione itinerante che ha avuto come prima sede Palazzo Ducale di Gubbio. Nel 2010 ha vinto il Premio Speciale IV edizione Premio Mario Razzano, Biennale di Benevento e, sempre nel 2010, ha contribuito alla realizzazioni delle decorazioni alle pareti progettate da Alessandro Mendini, in occasione della mostra Alchimie. Dal Controdesign alle Nuove Utopie al MARCA.
La ricerca di Domenico Cordì muove dall'indagine sul rapporto tra il soggetto e la società in una costante tensione tra forma e contenuto. Il concetto d'identità, costantemente al centro della sua ricerca, si accompagna al recupero di una memoria storica che talvolta si frantuma di fronte alla moltitudine, talvolta si rafforza attraverso l'uso di materiali cari alla tradizione.

Roberta Mandoliti è nata a Cosenza nel 1985. Diplomata e specializzata in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, nel 2009 è stata tra i finalisti del Premio Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, e nello stesso anno ha partecipato al workshop “Fra i Venti”, Stalettì in collaborazione con le Accademia di Belle Arti di Brera e di Catanzaro. Tra le committenze pubbliche, nel 2011 ha realizzato un’opera permanente per la cappella dell’ospedale civile “Pugliese” di Catanzaro. Tra il 2008 e il 2010 ha realizzato per il Comune di Catanzaro sculture/installazioni per eventi pubblici.
La ricerca di Roberta Mandoliti spazia dalla scultura all'installazione. Le sue anamorfosi sono sculture che stravolgono la tradizionale composizione degli elementi per diventare forme che si immergono con continuità nello spazio circostante, fino a disperdersi e a divenire un tutt'uno con esso. Anche gli interventi installativi che abbandonano il gesso e la cera per materiali diversi e più “leggeri” come carta e alluminio, sono caratterizzati dal medesimo processo di decostruzione, con l'aggiunta di un’interazione in chiave ludica-simbolica.