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Il programma del MARCA, il Museo delle Arti di Catanzaro, si arricchisce di un nuovo importante appuntamento espositivo che prende in esame l’opera di uno dei maggiori protagonisti della scena artistica americana.
Sabato 4 aprile 2009 (prosegue sino al 27 settembre) s’inaugura la personale di Alex Katz dal titolo Reflections con una serie di grandi lavori inediti incentrati sui temi cardini della sua ricerca, i ritratti e i paesaggi.
L’esposizione, curata dal direttore del MARCA Alberto Fiz, è promossa dalla Provincia di Catanzaro Assessorato alla Cultura con il patrocinio della Regione Calabria, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della PARC, Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio l’architettura e l’arte contemporanea. “Dopo la prima mostra dedicata alle Lamiere di Mimmo Rotella, il MARCA presenta un ampio progetto internazionale proponendo il lavoro di uno dei più influenti artisti contemporanei”, afferma Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro con delega alla Cultura. “Si tratta di un riconoscimento importante che premia la qualità di un museo che si sta affermando come una realtà di primo piano nel panorama artistico italiano e che considero centrale per lo sviluppo culturale del territorio”. Alex Katz è una figura determinante nell’ambito della ricerca pittorica contemporanea che si è imposto alla metà degli anni Cinquanta opponendosi all’espressionismo astratto allora dominante e anticipando alcuni esiti della pop art.
La sua pittura fredda, apparentemente distaccata, bidimensionale, dove si tende ad annullare la differenza tra figura e sfondo, determina una logica antinarrativa dove tutto passa attraverso l’istante dell’osservazione. Tale atteggiamento nei confronti dell’immagine avrà una forte influenza sugli sviluppi pittorici degli ultimi vent’anni. E, non a caso, i primi a riconoscerne gli insegnamenti sono gli artisti come Francesco Clemente e Richard Prince. Ma anche i più giovani Gary Hume e Marlene Dumas.
“Mi piace realizzare immagini che siano tanto semplici da non poterle evitare e tanto complesse da non riuscire ad afferrarle”, ha affermato Katz sintetizzando l’aspetto paradossale della sua ricerca.
La mostra, del tutto innovativa, intende focalizzare l’attenzione sugli ultimi esiti della ricerca di Katz presentando una serie di paesaggi e ritratti di grandi dimensioni che vengono presentati per la prima volta al MARCA. Sono opere che nascono come riflessione nei confronti della pittura dove l’immagine non è descritta direttamente ma si afferma attraverso il suo rispecchiamento in base ad un’indagine che caratterizza tutto il suo percorso sin dai primi paesaggi degli anni Cinquanta. La luce, le ombre e i riflessi, sembrano sviluppare un loro percorso autonomo andando ad incidere l’immagine che si materializza sulla tela.
“Le sue Reflections sviluppano, in termini fisici, un tema come quello dell’immagine riflessa che ha affascinato l’estetica e la letteratura sin dai tempi di Narciso coinvolgendo grandi maestri come Caravaggio, Tiziano, Velazquez o Monet”, scrive Alberto Fiz. “L’orientamento di Katz è quello di descrivere i fenomeni naturali nel loro farsi come puro evento di un universo in continua mutazione evitando ogni forma di facile illusionismo. E’ l’istante oggettivo della realtà ad imporsi come unico elemento della conoscenza”.
L’artista, insomma, ci pone di fronte a contesti naturali o a figure che sfuggono alla loro presenza diretta creando un cortocircuito visivo che passa attraverso la coscienza stessa del gesto pittorico. L’immagine rimane a distanza di fronte ad un’indagine caratterizzata da una lenticolare analisi ottica dove il soggetto si svela in base alla proiezione nello spazio.
“Qualunque cosa accada ciò che realizzo è un fenomeno che si evidenzia sulla superficie del dipinto”, ha affermato Katz.
Tutto ciò emerge con chiarezza da questo nuovo ciclo di opere dove l’artista ottantunenne esprime una straordinaria vitalità creativa confrontandosi con opere monumentali di oltre sei metri di lunghezza.

Se i paesaggi sono riflessi, le figure, poste generalmente di profilo, si congiungono al paesaggio astratto che s’intravede dietro a loro quasi fosse una texture e sono raffigurate con gli occhiali che ne impedisce l’osservazione evitando ogni forma d’identificazione.
Uno dei lavori in mostra Trio (Kristen, Sharon, Kym) del 2008 verrà riproposto in un maxiformato dagli studenti dell’Accademia di Catanzaro che realizzeranno così uno murales pittorico collocato in città secondo quell’idea di mimesi e di pittura ambientale che era già stata occasione di una grande installazione di Katz nel 1977 in Times Square a New York.
L’esposizione è accompagnata da un ampio catalogo monografico in italiano e inglese edito da Electa con saggi di Alberto Fiz e Vincent Katz. Comprende anche un’intervista a Alex Katz curata da Alberto Fiz oltre a due colloqui di Katz ccon Francesco Clemente e Richard Prince.
Accanto alla mostra di Alex Katz negli spazi progettuali del MARCA prosegue, sino al 19 aprile, Sottovuoto, la personale dei due artisti napoletani Perino & Vele con una selezione di oltre 20 opere tra sculture, installazioni, disegni e progetti realizzati negli ultimi dieci anni con una serie di nuovi lavori del 2008 proposti in anteprima.

 

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